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Ogliastra

Ogliastra

Ogliastra.
Mutamenti socio-territoriali e criminalità

a cura di Camillo Tidore

Editore CUEC | University Press Ricerche Sociali​

A partire dai primi anni del XXI secolo diversi studi hanno individuato in alcune aree della Sardegna centro-orientale quella che è stata definita la blue zone della longevità, essendo a livello mondiale una delle aree geografiche con la massima incidenza di centenari sulla popolazione. È accaduto così che negli ultimi dieci anni sempre più si è diffusa una rappresentazione della regione storica dell’Ogliastra come luogo in cui “campare cent’anni” non sembra essere un fatto eccezionale o un’astratta formula augurale, ma una prospettiva che appare possibile a molti dei suoi abitanti.

A questa immagine se ne accompagna un’altra meno “rassicurante”, che emerge dalle cronache giornalistiche e dal dibattito politico a livello locale e regionale. Infatti, nello stesso periodo l’Ogliastra si distingue per il tasso di criminalità relativamente ad alcuni reati violenti, facendone una red zone nella mappatura dei fenomeni criminali.

Questo ed altri elementi di ambivalenza inducono a riflettere su quali siano le specifiche condizioni sociali e territoriali che identificano quest’area rispetto al resto della Sardegna.

Lo studio di tali specificità rientra tra gli obiettivi delle ricerche empiriche che l’Osservatorio Sociale sulla Criminalità in Sardegna dell’Università di Sassari, diretto da Antonietta Mazzette, conduce da oltre un decennio. I saggi raccolti in questo volume sono il risultato di questi studi e intendono fornire alcune chiavi di lettura dei fenomeni criminali recenti e del loro legame con la struttura socioterritoriale entro cui si realizzano, attraverso la ricerca degli strumenti metodologici più consoni per interpretare una fenomenologia complessa e in continuo mutamento.

Gli autori del volume:
CAMILLO TIDORE, docente di Sociologia dell’ambiente e del territorio
FABRIZIO BOTTINI, architetto
DOMENICA DETTORI, tecnico laureato, responsabile delle rilevazioni sulla stampa
GABRIELLA LADU, PhD in Economia
MANUELA PULINA, docente di Elementi di Economia e politica economica
DANIELE PULINO, assegnista di ricerca in Sociologia dei fenomeni politici
MARIA LAURA RUIU, PhD in Sociologia urbana
SARA SPANU, assegnista di ricerca in Sociologia dell’ambiente e del territorio

 

Gli attentati in Sardegna

libro attentati

Gli attentati in Sardegna.

Scena e retroscena della violenza 

Antonietta Mazzette e Daniele Pulino 

 (CUECMaggio 2016

Recentemente il fenomeno degli attentati ha assunto una nuova centralità politica e mediatica, a seguito di un insieme di avvenimenti intimidatori che hanno avuto come obiettivo alcuni sindaci. Gli ultimi fatti violenti hanno portato la Regione Sardegna e l’Anci a individuare politiche di intervento per contrastare tale fenomeno. Una delle proposte di cui si è fatto carico il Ministero dell’interno è stato quello di istituire un Osservatorio nazionale, la cui composizione è politico-istituzionale. Inoltre, l’Anci della Sardegna ha reso pubblico un documento con il quale avanza e sollecita i seguenti interventi: reti di sorveglianza; attività di intelligence; presidio territoriale delle forze dell’ordine; modifiche normative che prevedano un inasprimento delle pene dei reati contro gli amministratori locali. 

Non è nostro compito entrare nel merito né del ruolo dell’Osservatorio nazionale e neppure delle proposte avanzate dall’Anci. Come ricercatori abbiamo il compito di rendere pubblici i risultati dei nostri studi, ma siamo convinti che se un osservatorio ha compiti di ricerca, questi dovrebbero essere assolti in modo separato e indipendente dalla politica. 

Il presente volume è frutto di anni di ricerche e lo intendiamo come un contributo alla discussione. Sentiamo, però, il dovere di evidenziare un elemento: il fenomeno degli attentati in Sardegna è ragione di allarme perché colpisce un ampio ventaglio di attori sociali, di cui gli amministratori sono solo una parte, seppure importante per il ruolo che ricoprono in termini di presidio democratico. Ogni intervento, perciò, non può essere limitato a sostenere esclusivamente gli amministratori locali, bensì l’intera società. 

Sotto questo profilo, l’idea della video sorveglianza sembrerebbe quantomeno di difficile attuazione perché dovrebbe essere applicata al territorio tout court, ma onestamente ci pare difficile trasformare la Sardegna in una sorta di panopticon. 

Con questo volume intendiamo proporre un metodo di lettura (e di contrasto) del fenomeno degli attentati, concentrando l’attenzione sui rituali di violenza (in altri termini su ciò che gli autori fanno) e, attraverso questi ricostruire l’identità sociale dell’autore (considerato che questi sono per lo più ignoti). Nel contempo, intendiamo ragionare sui luoghi dove avvengono gli attentati. Ciò non significa non occuparsi delle vittime, al contrario, significa iniziare a trovare delle risposte in termini conoscitivi e, dunque, in termini di tutela. 

L’Osservatorio Sociale sulla Criminalità in Sardegna rileva i dati in tempo reale, ossia giorno per giorno. Ciò è reso possibile dalla Fondazione di Sardegna che ha costantemente supportato il nostro lavoro di ricerca e dalla L. r. n. 7 , mediante la quale è stato portato avanti lo studio su “Sistema informativo e governance delle politiche di intervento e contrasto dei fenomeni criminali in Sardegna”, di cui riportiamo alcuni risultati parziali, specificamente nel capitolo su spazi e luoghi degli attentati. 

Se la responsabilità di questo volume è di chi scrive, sentiamo di dover ringraziare alcune persone: Domenica Dettori che ha svolto il lavoro di rilevazione e aggiornamento dei database sugli attentati; Giacomo Mameli, Giovanni Meloni e Sara Spanu, lettori attenti di questo scritto e che ci hanno restituito osservazioni e suggerimenti fondamentali. Ovviamente ringraziamo tutta l’equipe dell’Osservatorio. ​