Criminalità violenta in Sardegna. Quali strumenti per contrastarla?

November 29, 2016

Lunedì 28 Novembre dalle 16 nell'Aula Magna dell'Ateneo si è svolto il seminario di studi “Criminalità violenta in Sardegna. Quali strumenti per contrastarla?”.

L'iniziativa, organizzata dal Dipartimento Polcoming e dall'Osservatorio Sociale sulla Criminalità in Sardegna dell'Università di Sassari, ha proposto una riflessione sulla criminalità in Sardegna a partire dal progetto di ricerca sul Sistema Informativo e governance delle politiche di intervento e contrasto dei fenomeni criminali, finanziato dalla Regione Sardegna. La presentazione dei risultati, coordinata da Camillo Tidore, docente di Sociologia urbana e illustrata da Manuela Pulina, Daniele Pulino e Sara Spanu hanno consentito di evidenziare le attuali tendenze e gli indicatori principali che caratterizzano i territori dell’Isola colpiti dai fenomeni criminali.

I lavori del pomeriggio sono proseguiti con una tavola rotonda sul tema degli attentati in Sardegna presieduta da Antonietta Mazzette, coordinatrice dell'Osservatorio Sociale sulla Criminalità in Sardegna. Il dibattito ha preso spunto dai temi del recente volume “Gli attentati in Sardegna. Scena e retroscena della violenza”, edito da CUEC, e ha coinvolto una nutrita schiera di esperti a partire da Marzio Barbagli, professore emerito di Sociologia dell'Università di Bologna, Giovanni Caria, magistrato presso la Procura del Tribunale di Sassari, Giovanni Meloni, giurista, Umberto Oppus, direttore Anci Sardegna, Giuseppe Pulina, amministratore Unico FoResTas e Maurizio Terrazzi, vice questore di Sassari.

 

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Indicatori sociali e criminalità. Un’analisi sui Sistemi Locali del Lavoro in Sardegna

Alcuni momenti del seminario (foto di Laura Dessantis)